In questo, spero breve (ma non ci credo nemmeno io), articolo vorrei porre la vostra attenzione su ciò che sta accadendo alla società europea in questi anni.
Da dopo quella che abbiamo ribattezzato “La Covidata”, in una puntata speciale che trovate QUI, abbiamo notato tutti un cambiamento epocale nel modo di rapportarsi tra le persone... mi spiego meglio.
Se prima ci si poteva confrontare apertamente, in seguito è diventato tutto più asettico e formale.
Anche una semplice riunione di lavoro di mezz’ora viene fatta in collegamento o, come piace chiamarla adesso...CALL.
Che poi i boomers come noi non sanno cosa voglia dire ma si adeguano, infilandosi le cuffiette per seguire gli inglesismi usati senza ritegno durante tutta la riun... no... la call.
Bene, a mio avviso, queste situazioni ci hanno portato a due problemi:
1) La distanza fisica tra le persone porta inesorabilmente anche a un allontanamento intellettuale.
2) Ci privano della nostra vera essenza, per trasformarci in un prodotto “di serie” che sia identico in ogni parte dell’Europa.
Sul primo punto credo ci sia ben poco da spiegare... Tutto ciò è verificabile da chiunque sia dotato di occhi e orecchie.
Se si recidono, o si riducono al massimo, i contatti umani — che, vi ricordo, sono fatti di sguardi, parole, gesti e sensazioni — cosa ci resta?
Forse dei freddi discorsi, in pieno stile AI, sull’efficienza di questo o quell’altro sistema.
I più maturi tra di noi si ricordano bene cosa significhi essere Umani...i più giovani, purtroppo, stanno perdendo questa opportunità ed è un passo, anzi, un balzo verso l’abisso descritto da scrittori come George Orwell o Aldous Huxley, dai quali abbiamo potuto prendere spunto per una visione del futuro assai meno rosea, di quella che le alte sfere di Eurolandia ci volevano far immaginare.
Qui entra in ballo il secondo punto.
Sì, perché la bellissima e ricca Europa si è lasciata guidare dai personaggi più improbabili del pianeta... tutti schierati e pronti ad ergersi a paladini di ideologie assurde e che, per funzionare al meglio, necessitano di quello che assiduamente chiamiamo “gregge”.
Non è un caso...
Il gregge si muove all’unisono verso la meta decisa dal pastore ed esattamente come quello ci stanno portando a spasso nella loro ben organizzata confusione mentale.
Già, perché a mio... anzi, a nostro avviso, è tutto ben orchestrato per confondere le idee a chi ancora ha qualche dubbio e a chi si oppone a certi diktat, mentre i “non pensanti”, i “prodotti in serie”, non solo non dicono nulla ma, quando parlano, lo fanno per slogan che gli sono stati calati dall’alto.
Qui, purtroppo, si arena il sogno di una civiltà unita e di una società veramente creata dalla gente per la gente, dove sia possibile aggregarsi, darsi sostegno l’un l’altro e progredire insieme.
Se tornate indietro con la mente, potete ancora sentire frasi inneggianti alla moneta unica, alla società multietnica, al green e ora...
Beh, ora quelle stesse voci vogliono il riarmo, la guerra contro un presunto invasore a cui non interessa nulla di quelle quattro tribù di europirla che siamo...
Eh sì, perché in fondo siamo ancora un Popolo ben diviso per idee, cultura e usanze.
La domanda che mi pongo io però, è questa...
Saremo capaci di unirci davvero per dire un secco NO all’ennesima guerra delle élite, oppure saremo un gregge di ignavi che manderanno a morire i propri figli?
Saremo davvero così codardi da far pagare alla prossima generazione il prezzo di quello che non abbiamo VOLUTO combattere noi, con le leggi e le regole che abbiamo in questa società?
Da Utopista sogno che, a breve, ci ritroveremo nelle piazze europee a milioni, anzi, a decine di milioni, per opporci alla prossima pagina nera del libro di storia del futuro.
Fabio, per Agorà Rimini Podcast
Saremo capaci di unirci davvero per dire un secco NO all’ennesima guerra delle élite, oppure saremo un gregge di ignavi che manderanno a morire i propri figli?
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